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Campionati Europei a Bled e i 4 ciochi da Belun: una storia vera..

Campionati Europei a Bled e i 4 ciochi da Belun: una storia vera.. - ASSOCIAZIONE SPORTIVA POCHI 89

..versione alternativa, più o meno seria, della trasferta a Bled..

La Storia ci insegna che per ogni evento ci sono sempre due versioni dei fatti: questa asserzione vale anche per i Campionati Europei recentemente svoltisi nella ridente e slava al punto giusto cittadina di Bled, conosciuta per il Lago di Bled, per la Chiesa di Bled e, appunto, per i Campionati Europei di Broomball di Bled 2013.

Dunque, il torneo si è svolto serenamente: partite corrette, livello di gioco nel complesso accettabile, innalzato dal contributo tecnico delle squadre italiane. Tuttavia poche ore prima dell’inizio delle partite stava per ripetersi la genialata dei mondiali di Innsbruck: mandare in semifinale la prima e l’ultima classificata di ogni girone, con le seconde che non potevano ambire a piazzamenti oltre il 5. posto. Come se una sera in discoteca si approcciasse una bella ragazza chiedendole il numero di partita IVA. Ma il bene trionfa, Rick e i suoi fratelli escono dalla nebbia che ne offusca le meningi e optano per i classici gironi all’italiana.

Ma parliamo di noi lupacchiotti: nella seconda partita del nostro girone all’italiana ci troviamo di fronte la squadra dell’Austria: avversari inferiori al Pochi ’89 (wie sagt man “ceppi” auf Deutsch?), ma i pocheri sposano in toto i precetti del barone De Coubertin e decidono di affrontare la sfida ad armi pari; dopo la partita contro i Cattivi Ragazzi Cadipietrini, decidiamo infatti di affrontare le mercanti di spremuta di luppolo del baretto del palaghiaccio: l’obiettivo, non dichiarato ma scolpito nelle nostre fulgide menti, è uno solo: stincarsi per raggiungere la gloria in secula seculorum. Capitanati dai QCDB (Quatro Ciochi de Belun) e a colpi di giri da 17-20 birre il male è sconfitto, in un lasso di tempo però piuttosto prolungato: siamo a contatto con il bancone da almeno tre ore, nelle quali vengono massacrate multiple pizze surgelate e le reputazioni delle bariste. Con straordinaria rapidità arriva quindi l’orario di inizio della partita con l’Austria, scendiamo sul ghiaccio carichissimi, anca masa: salutando gli avversari alzando la stecca, qualcuno rischia di ribaltarsi, altri scambiano gli arbitri per i cronometristi, per il resto tutto nella norma. Sì sì. A fine primo tempo siamo infatti sotto 0-1. Un po’ di pepe al culo per la prima frazione piuttosto opaca (“ne cagan ados davanti a quatro femene”) e la ritrovata lucidità ci consentono di pareggiare e passare avanti con il buon Mörph e di fissare il punteggio sul 3-1 con un gol del Roccia, che subito diventa leggendario: nessuno se lo ricorda, nemmeno lui, ma evidentemente in qualche maniera è entrata. Possiamo quindi esultare per la vittoria, anche se Pino esulta ancora per il gol al torneo in Gardena. Si festeggia con libagioni di coca cola, ma la mente è già proiettata al giorno dopo.

Per la mattinata ed il successivo pomeriggio viene infatti messa de banda l’attitudine al cazzeggio (“se oggi dovessi scendere in campo contro me stesso, mi sposterei” [cit.]), ci si gioca l’approdo in finale contro gli svizzeri e contro il Gherdeina: gli elvetici non destano preoccupazioni, i canadesi divenuti rossocrociati per tre giorni sì, e un livido tuttora sulla gamba del Roccia sta lì a dimostrarlo: finisce 1 a 0 con un pezzettino del Renè in superiorità, bottino pieno, così come le mudande di tutti noi dopo il secondo tempo. Col Gardena si gestisce meglio la situazione, la partita inizia in discesa con gol dopo 25” del Cicci, che si lascia andare ad esultanze sfrenate: allarga le braccia quasi a chiedere scusa. Il trionfo dell’umiltè! Raddoppio di Furlo #77 all'angolino, accorciano le distanze i ladini, ma tutto procede come previsto; finale!

Si parte con gli sfavori del pronostico (“ma almeno picchiamo duro” [cit.]), non abbiamo nulla da perdere: infatti perdiamo partita e portiere: a metà primo tempo su un pallone che è destinato a finire dietro la porta difesa da Yahoo, per una strana congiunzione astrale, la spalla del Pochi’s Goalie esce: c’è chi dice per una steccata, chi per arpioni azionati dal sottoscritto, resta uno dei grandi misteri d’Italia, comunque il povero #82 esce dolorante e deve essere sostituito dal #18, il quale, gol subito da Cappelletti a parte, non ricorda nulla.

Meglio passare alla premiazione, che l’organizzazione ha deciso di celebrare in una location d’eccezione: un night club. Entusiasmo generale, che si spegne sul nascere: mancano le “siore”. Accecati dalla delusione, gli eroici atleti si sfogano sulle bevande del luogo. Una nuova battaglia portata a termine positivamente, ma con alcune perdite nel contingente italiano: a farne le spese sono soprattutto gli arbitri, propensi più di tutti a ribaltamenti, sia delle bottiglie che di sé stessi. La contro-quaterna arbitrale bellunese li caccia dal campo di gioco, lasciandoli in balia di sé stessi: alcuni di loro probabilmente non sono ancora tornati dai loro cari.

Con l’andar del tempo i ricordi si fanno confusi: alcuni con aria e atteggiamenti da immigrati clandestini si gettano nelle strade di Bled in cerca di cibo, altri tentano la fortuna al Casinò ma vengono bloccati da un bancone del bar che proprio non ne vuole sapere di spostarsi e li costringe ad una forzata permanenza, altri asportano porzioni di pavimentazione un po’ a cazzo non trovando altri souvenirs. C’è ancora tempo per la vittoria del Campionato Europeo di Minzione dal Quarto Piano dell’Albergo, titolo conquistato dal sottoscritto nonostante la minacciosa presenza di membri della security dell’edificio; tutto il resto è sonno molesto e bagigi sulla moquette.

Almeno credo!

Elia #18

P.s. Un ringraziamento speciale ai Quatro Ciochi e alle loro magliette: non temete, Coppa Italia e Campionato arrivano in fretta!

18/11/2013 commenti (0)