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La Storia - ASSOCIAZIONE SPORTIVA POCHI 89

Che cos'è il broomball?
E’ uno sport di squadra con regole simili a quelle dell’hockey. La differenza sostanziale è che nel broomball non si pattina, ma si corre sul ghiaccio per mezzo di apposite scarpe speciali antiscivolo con una suola in gomma morbida. Anche la stecca è diversa, costituita da un manico in legno o alluminio e all’estremità una paletta in gomma. Oggi sul mercato si trovano le cosiddette "scope" in fibra di carbonio e titanio, che non hanno più nulla a che vedere con le scope originarie. Al posto del disco si usa una palla di gomma dura.

Le squadre sono composte da 5 giocatori di movimento più il portiere, e almeno altrettanti giocatori siedono in panchina, pronti a subentrare in qualsiasi momento, visto che si corre in continuazione e i cambi volanti sono indispensabili per recuperare tra un’azione e l’altra. Gli incontri durano due tempi di 20 minuti ciascuno. I giocatori oltre alla scopa sono dotati di parastinchi e altre protezioni idonee a ridurre i danni dalle inevitabili cadute sulla superficie dura del campo. In particolar modo le scarpe, che sostituiscono i pattini dell'hockey, devono garantire un buon grip per gli scatti e le frenate. L’abilità in questo sport sta principalmente nel trovare l'equilibrio sul ghiaccio, cosa per niente facile che lo rende assai divertente.


Le origini:
Il broomball ha origine tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento in Canada. Una teoria ritiene che l'ispirazione sia venuta alle persone che preparavano i campi da ghiaccio, le quali si narra, furono le prime a colpire una palla con la scopa. Forse ispirato da antichi giochi indiani, come il Lacrosse, il gioco poi si evolse e facendo proprie diverse regole dell'hockey diventò quello che oggi conosciamo come broomball. Molto importante in questo sviluppo fu l'evoluzione della scopa.
Per poter colpire la palla con forza e precisione, la scopa venne modificata più volte nel corso degli anni, si iniziò con il tagliare la paglia e legarla assieme con dello spago, poi si provò a immergere le scope nell'acqua lasciandole gelare, così da avere le estremità più dure per migliorare la precisione del tiro. Ai giorni d'oggi sul mercato si trovano cosiddette "scope" in fibra di carbonio e titanio, che non hanno più nulla in comune con le scope originarie. 
La cosa fondamentale nel broomball comunque non è quanto tecnologica e costosa sia la scopa, il principio naturale è che il ghiaccio è scivoloso e solo chi impara ha dominare il ghiaccio con l'abilità dell'equilibrio può far propri i segreti di questo sport.

La patria del broomball:
La patria del broomball è il Canada dove oggi conta ben 12.000 club ed è considerato sport nazionale. Da li il gioco si è diffuso negli Stati Uniti, in Australia, in Giappone e anche in Europa, dove lo si pratica prevalentemente in Svezia, Svizzera, Finlandia e Italia. Per ovvi motivi climatici, nel nostro paese si gioca a broomball solamente nelle regioni dotate di adeguati impianti, come il Trentino Alto Adige, dove ha sede il Comitato Italiano Broomball, il Veneto (Belluno e Auronzo) e il Piemonte (Val Pellice).

Il broomball in Italia
Il broomball in Italia arriva negli anni 50 grazie ai giocatori di hockey canadesi. A Bolzano le prime partite si giocano sul piazzale retrostante il palazzo della vecchia Fiera e per assistere ai primi tornei fra bar bisogna attendere gli anni '70. A quei tempi chi giocava allo sport della pallascopa doveva forzatamente avere una buona dose di fantasia e d'improvvisazione. Non esistevano infatti né scope appropriate, ne scarpe per il ghiaccio, ne tanto meno sponsor benefattori, ci si arrangiava con l'attrezzatura da hockey o costruendosi l'attrezzatura artigianalmente. 
Un passo importante per il broomball italiano è la costituzione nel 1979 del primo nucleo organizzativo di questo sport, il C.I.B. (comitato italiano broomball) e la conseguente organizzazione di un torneo regionale in Trentino Alto Adige. 
Per il primo campionato italiano bisogna attendere la stagione 1986-87. A Bosco Chiesanuova (Verona) si affrontano Valpellice (Piemonte), Auronzo Cullighan (Veneto), Nosbari Cavalese (Trentino) e San Giacomo F.lli Mott (Alto Adige) ed è propria quest'ultima formazione ad aggiudicarsi il primo titolo italiano.
L'anno successivo, 1987-88, sorgono i comitati regionali di Trentino Alto Adige, Piemonte, Val d'Aosta e Veneto (limitatamente alle città di Belluno, Auronzo e Verona). Il campionato regionale altoatesino viene vinto dal S.Giacomo F.lli Mott, vera squadra pigliatutto di quel periodo, davanti a G.S. Bolzano, B.C. Bolzano Svea Colori e U.S. Cavalese. Il S. Giacomo F.lli Mott si ripete poi anche ai campionati italiani che si disputano l' 11, 12 e 13 marzo 1988 ad Ortisei. In finale gli altoatesini hanno la meglio sui nonesi del U.S Nanno per 1 a 0; le altre partecipanti sono Bolzano Svea Colori, Arbiter Bolzano, Boscoghiaccio Verona, Auronzo Cullighan, Villarese (Torre Pellice) e Valpellice (TO). 
Nel 1988-89 a Cerreto Laghi (Reggio Emilia) si tiene la terza edizione dei campionati italiani, vi partecipano 8 squadre (tra l'altro S.Giacomo F.lli Mott, Nanno, Valpellice) ed alla fine è l'Auronzo Val d'Ansiei a laurearsi campione d'Italia. 
L'edizione successiva che si disputerà nel marzo del 1990 a Folgarida sarà la prima alla quale prenderà parte la neonata formazione dell' A.S. Pochi 89.

La storia broombolistica di Salorno

La storia broombolistica di Salorno - ASSOCIAZIONE SPORTIVA POCHI 89

Il broomball a Pochi di Salorno gode di una tradizione ormai radicata che risale alla fine degli anni '70 ed è curioso scoprire com'è nata. In quel periodo il parroco don Andreas Perathoner per venire incontro alle esigenze dei giovani decise di usare il campo da tennis, che d'inverno era inutilizzato, per farne una pista ghiacciata e permettere ai giovani di pattinare senza bisogno di spostarsi nei paesi vicini. Grazie all'aiuto del gruppo giovani riuscì nel suo intento e il campo da ghiaccio divenne presto un importante punto di ritrovo. 
Sul campo si pattinava e si giocava anche ad hockey, fino a quando non sorsero però dei problemi. Il campo infatti non era munito di balaustre di protezione e i ragazzi, impattando ad alta velocità contro la recinzione, finivano irrimediabilmente col rovinarla, rischiando pure di farsi male. Per questo motivo l'hockey venne vietato.
Ai ragazzi non rimase altra scelta, si tolsero i pattini ma continuarono a giocare, scivolando sul ghiaccio con le scarpe e passandosi la palla con i piedi e con delle vecchie scope. All'inizio non esistevano porte e nemmeno regole precise, ma quel che contava è che questo gioco era più lento dell'hockey e quindi non danneggiava la recinzione.
Col passare del tempo qualcuno venne a sapere che a Bolzano si giocava ad uno sport che somigliava a quel strano gioco che si erano inventati e che si chiamava broomball. Il parroco, visto l'entusiasmo dei giovani decise di sacrificare parte dei risparmi del gruppo giovani e si recò a Bolzano a comperare i primi caschi, parastinchi e delle palle. 
Nel 1981 si formò una prima squadretta composta da un discreto numero di appassionati che si sfidavano tra di loro. Particolarmente sentite erano le partite tra i giovani e i cosidetti "vecchi" ma per poter parlare di una vera e propria squadra attrezzata bisogna attendere il 1988 quando questi giovani si misurarono per la prima volta contro formazioni di altri paesi. Il vero e proprio debutto fu in Val di Non, precisamente in Predaia a Sfruz durante il periodo natalizio del 1988. Si giocava il
1° torneo Lloyd Adriatico e vi presero parte formazioni già collaudate come il Nanno e il Dermulo. Il risultato finale fu incoraggiante, un 6° posto a metà classifica che diede molto entusiasmo all'intero movimento. 
Sull'onda di questo entusiasmo si iniziò con l'organizzare dei tornei paesani tra i bar di Salorno e di Pochi. Si giocava con attrezzature rudimentali, che ognuno si procurava "alla bona", particolarmente ricercate erano le famose scarpe "Clark" o le altrettanto valide "pantofole del nonno", che adeguatamente modificate erano ritenute dai più esperti dei veri attrezzi magici per riuscire a dominare il ghiaccio. Anche alle scope veniva data grande importanza e i più intraprendenti le modificavano per trasformarle in "armi" infallibili, o almeno l'intento era quello di renderle tali... 
A questi tornei vi parteciparono i bar storici di Salorno, il Rosslaufhof del "Bèca"il bar Morandini,l'Aquila Nera, il Bar Salurn e quelli di Pochi Perkeo eGrünwald, oltre alle associazioni dei Vigili del Fuoco, della Croce Bianca e della Bauernjugend. Era davvero tanta la gente del paese che attivamente in campo o tifando dalle tribune prese parte a queste manifestazioni e proprio da queste prime esperienze positive nacque lo spunto decisivo per la fondazione di una società in grado di praticare in maniera seria e continuativa lo sport del broomball e il 1° dicembre del 1989 un affiatato gruppo di amici (vedi soci fondatori) diede vita all'Associazione Sportiva Pochi 89; come presidente fu eletto Rolando Telch.

L'Associazione Sportiva Pochi 89. Il debutto in una partita ufficiale avviene il 6 gennaio 1990 e grazie ad un gol di Lino Schmid è subito vittoria. Si gioca il campionato provinciale, vi prendono parte 6 squadre e il Pochi 89 lo termina al 3° posto dietro ai mostri sacri del Merano e del Bolzano e si qualifica così al campionato regionale. Qui i pocheri si devono accontentare di un onorevole 6° posto dietro a Merano, Nanno, Bolzano, Sfruz e Pinè. 
Ai campionati italiani di Folgarida partecipano 8 squadre provenienti da Alto Adige, Trentino, Piemonte e Veneto. Si tratta della 4° edizione assoluta e la giovane squadra del Pochi 89 allenata da Tullio Bonazzo si comporta molto bene. La partita d'esordio (quarto di finale) è proibitiva, contro i campioni d'Italia dell'Auronzo i pochèri disputano un incontro entusiasmante che si decide solo nei tempi supplementari, dopo che i tempi regolamentari erano terminati 3 a 3 con gol di Cristofoletti, Pojer e Eccli. A spuntarla è l'Auronzo, ma il Pochi 89 fa un'ottima impressione e alla fine conquisterà un 7° posto che servirà come trampolino di lancio per i successi futuri.

Albo d'oro

Albo d'oro - ASSOCIAZIONE SPORTIVA POCHI 89


In allegato potete scaricare l'albo d'oro della nostra società.

Albo Pochi 89 Albo Pochi 89 [41 Kb]

Classifica cannonieri gialloneri

Classifica cannonieri gialloneri - ASSOCIAZIONE SPORTIVA POCHI 89


In allegato la classifica dei goleador del Pochi 89 aggiornata alla stagione 2008-09.