|
Il broomball a Pochi
di Salorno gode di una tradizione ormai radicata che risale alla
fine degli anni '70 ed è curioso scoprire com'è nata.
In quel periodo il parroco don Andreas Perathoner per venire incontro
alle esigenze dei giovani decise di usare il campo da tennis, che
d'inverno era inutilizzato, per farne una pista ghiacciata e permettere
ai giovani di pattinare senza bisogno di spostarsi nei paesi vicini.
Grazie all'aiuto del gruppo giovani riuscì nel suo intento
e il campo da ghiaccio divenne presto un importante punto di ritrovo.
Sul campo si pattinava e si giocava anche ad hockey, fino a quando
non sorsero però dei problemi. Il campo infatti non era munito
di balaustre di protezione e i ragazzi, impattando ad alta velocità
contro la recinzione, finivano irrimediabilmente col rovinarla, rischiando
pure di farsi male. Per questo motivo l'hockey venne vietato.
Ai ragazzi non rimase altra scelta, si tolsero i pattini ma continuarono
a giocare, scivolando sul ghiaccio con le scarpe e passandosi la palla
con i piedi e con delle vecchie scope. All'inizio non esistevano porte
e nemmeno regole precise, ma quel che contava è che questo
gioco era più lento dell'hockey e quindi non danneggiava la
recinzione.
Col passare del tempo qualcuno venne a sapere che a Bolzano si giocava
ad uno sport che somigliava a quel strano gioco che si erano inventati
e che si chiamava broomball. Il parroco, visto l'entusiasmo dei giovani
decise di sacrificare parte dei risparmi del gruppo giovani e si recò
a Bolzano a comperare i primi caschi, parastinchi e delle palle.
Nel 1981 si formò una prima squadretta composta da un discreto
numero di appassionati che si sfidavano tra di loro. Particolarmente
sentite erano le partite tra i giovani e i cosidetti "vecchi"
ma per poter parlare di una vera e propria squadra attrezzata bisogna
attendere il 1988 quando questi giovani si misurarono per la prima
volta contro formazioni di altri paesi. Il vero e proprio debutto
fu in Val di Non, precisamente in Predaia a Sfruz durante il periodo
natalizio del 1988. Si giocava il
1°
torneo Lloyd Adriatico e vi presero parte formazioni già
collaudate come il Nanno e il Dermulo. Il risultato finale fu incoraggiante,
un 6° posto a metà classifica che diede molto entusiasmo
all'intero movimento.
Sull'onda di questo entusiasmo si iniziò con l'organizzare
dei tornei paesani tra i bar di Salorno e di Pochi. Si giocava con
attrezzature rudimentali, che ognuno si procurava "alla bona",
particolarmente ricercate erano le famose scarpe "Clark"
o le altrettanto valide "pantofole del nonno", che adeguatamente
modificate erano ritenute dai più esperti dei veri attrezzi
magici per riuscire a dominare il ghiaccio. Anche alle scope veniva
data grande importanza e i più intraprendenti le modificavano
per trasformarle in "armi" infallibili, o almeno l'intento
era quello di renderle tali...
A questi tornei vi parteciparono i bar storici di Salorno, il Rosslaufhof
del "Bèca", il bar Morandini, l'Aquila
Nera, il Bar Salurn e quelli di Pochi Perkeo e Grünwald, oltre
alle associazioni dei Vigili del Fuoco, della Croce Bianca e della
Bauernjugend. Era davvero tanta la gente del paese che attivamente
in campo o tifando dalle tribune prese parte a queste manifestazioni
e proprio da queste prime esperienze positive nacque lo spunto decisivo
per la fondazione di una società in grado di praticare in maniera
seria e continuativa lo sport del broomball e il 1° dicembre del
1989 un affiatato gruppo di amici (vedi soci fondatori) diede vita
all'Associazione Sportiva Pochi 89; come presidente fu eletto Rolando
Telch.
L'Associazione Sportiva Pochi 89.
1989-90. Il debutto in una partita ufficiale avviene il
6 gennaio 1990 e grazie ad un gol di Lino Schmid è subito
vittoria. Si gioca il campionato provinciale, vi prendono parte
6 squadre e il Pochi 89 lo termina al 3° posto dietro ai mostri
sacri del Merano e del Bolzano e si qualifica così al campionato
regionale. Qui i pocheri si devono accontentare di un onorevole
6° posto dietro a Merano, Nanno, Bolzano, Sfruz e Pinè.
Ai campionati italiani di Folgarida partecipano 8 squadre provenienti
da Alto Adige, Trentino, Piemonte e Veneto. Si tratta della 4°
edizione assoluta e la giovane squadra del Pochi 89 allenata da
Tullio Bonazzo si comporta molto bene. La partita d'esordio (quarto
di finale) è proibitiva, contro i campioni d'Italia dell'Auronzo
i pochèri disputano un incontro entusiasmante che si decide
solo nei tempi supplementari, dopo che i tempi regolamentari erano
terminati 3 a 3 con gol di Cristofoletti, Pojer e Eccli. A spuntarla
è l'Auronzo, ma il Pochi 89 fa un'ottima impressione e alla
fine conquisterà un 7° posto che servirà come
trampolino di lancio per i successi futuri.
1990-91. L'anno successivo il gruppo forse si fa prendere
dall'entusiasmo e parte male. 6 sconfitte in 6 partite ed il Pochi89
è ultimo nel campionato provinciale. Nel campionato regionale
la squadra in parte si riprende terminando a metà classifica
e qualificandosi nuovamente per le finali italiane che si svolgono
ad Auronzo. La prima partita è nuovamente contro i padroni
di casa, ma questa volta il Pochi89 subisce una sonora sconfitta
per 4 a 0 ed è subito eliminato dal torneo.
1991-92. Dalle ceneri del C.I.B nasce la Federazione Italiana
Sport Broomball (F.I.S.B), per il Pochi 89 è l'anno della
consacrazione, la giovane formazione fa tesoro degli errori commessi
l'anno prima e domina il campionato vincendo 6 partite su 6 e per
la prima volta nella sua giovane storia si laurea campione regionale,
precedendo la forte formazione del B.C. Merano. Anche la coppa disciplina
va ai pochèri. I campioni di una volta non sono più
di un altro pianeta...
Ai campionati italiani di Bolzano invece le premesse della vigilia
non vengono mantenute, il Pochi89, probabilmente appagato dalla
vittoria nel regionale non va oltre il 10° posto, ma la gioia
per il fresco titolo vinto, appaga ampiamente tutto l'ambiente.
1992-93. Il campionato regionale si gioca a 6 squadre ed
è quanto mai equilibrato. Dermulo, Merano, Nanno, B.C. Stallone
e Pochi89 si giocano il titolo fino all'ultima giornata. Il Pochi89
dopo aver concluso il girone d'andata in testa assieme al Merano
Poma, disputa un girone di ritorno sottotono che lo relega al 5°
posto finale, anche se a soli 3 punti dalla capolista Dermulo e
per un punto non riesce a qualificarsi ai campionati italiani di
Auronzo.
Ad Auronzo sono 8 le squadre a contendersi il titolo italiano. Alla
fine vince il B.C. Merano Poma che in semifinale batte ai supplementari
l'Auronzo Lavaredo per 2 a 0 e in finale supera il B.C. Auronzo
per 4 a 1.
1993-94. Alla guida del Pochi89 arriva un nuovo tecnico,
Renato Pagnutti e la partecipazione al torneo zonale altoatesino
frutta un 4° posto dietro a Dural, Grolla e Bel. I pocheri si
riscattano poi prontamente vincendo il Memorial Caser. E' un anno
difficile per tutto il movimento del broomball, la mancanza di Mario
Caser, presidente della F.I.S.B., personaggio che tanto si è
adoperato per promuovere questo sport si fa sentire e per la prima
volta dopo 7 edizioni non si disputano i campionati italiani. E'
il momento più buio della giovane storia del broomball italiano.
1994-95. Il Pochi 89 ingaggia 2 "fuoriclasse"
Stringari e Fedrizzi della disciolta squadra del Nanno e completa
un organico di per se già assai competitivo. Il campionato
è un combattuto testa a testa con la Grolla di Bolzano che
i pocheri vincono (quasi ormai inaspettatamente...) proprio all'ultima
giornata aggiudicandosi così per la seconda volta nella loro
storia il titolo regionale.
L'ottava edizione dei campionati italiani si svolge a Torino, ma
il Pochi 89 non vi partecipa. Le semifinali vedono l'Auronzo spuntarla
sul Sestriere e il Valpellice battere il Belluno. Nella finale per
il 3° posto il Belluno supera il Sestriere per 4 a 1 mentre
nella finalissima l'Auronzo batte il Valpellice per 6 a 3. Il Pochi
89 disputa invece il torneo città di Merano piazzandosi al
2° posto e in estate a Belluno si aggiudica la 1° edizione
della ventiquattrore di Lambioi.
1995-96. La nuova stagione si apre sempre sotto il segno
del Pochi 89 che domina il campionato regionale con 13 vittorie
e 1 sola sconfitta bissando il titolo dell'anno prima. Come se non
bastasse i gialloneri vincono anche la coppa disciplina e il Memorial
Caser e si presentano ai campionati italiani pieni di aspettative.
A Cavalese non ce né per nessuno, la formazione di Pochi
sbaraglia tutta la concorrenza e alla fine di un torneo memorabile
conquista il suo primo ambitissimo scudetto. La finale è
decisa dai gol di Roland Lazzeri e Marco Stringari, che grazie ai
suoi 5 gol è anche capocannoniere italiano. Una vittoria
fantastica, dopo 6 anni dai tornei paesani si è giunti al
titolo italiano e per concludere un'annata storica arriva anche
la seconda vittoria nella 24 ore di Belluno.
1996-97. Ai freschi campioni regionali e italiani si presenta
un'occasione più unica che rara, rappresentare il broomball
italiano in Canada. La società non si fa sfuggire l'opportunità
e nel novembre del 1996 prende parte al II Challenge Cup. La comitiva
arriva a Victoria nel British Columbia dopo aver visitato Los Angeles
e Las Vegas, 2 settimane fantastiche, un'avventura veramente indimenticabile
sotto ogni punto di vista.
Al rientro in patria i ragazzi del Pochi89 si rituffano in un campionato
regionale profondamente rinnovato, è cambiata la formula,
sono aumentate a 11 le squadre partecipanti e la gestione dell'intero
movimento si è data una migliore organizzazione che condurrà
l'anno successivo alla rinascita del C.I.B.
Alla guida della squadra arriva un nuovo allenatore, Carlo "Giga"
Weber già ex giocatore del Pochi89. I frutti non si vedono
subito e nel campionato regionale i gialloneri si classificano solo
quarti, ma le vittorie del torneo AVSI, del Memorial Tomba e del
Memorial Costazza lasciano ben sperare e dopo il 2° posto nel
Memorial Caser i gialloneri vincono anche in terra elvetica conquistando
a Lousanna la prestigiosa Swiss Cup.
Queste innumerevoli vittorie danno morale ai campioni d'Italia che
si presentano a Belluno a difendere il titolo e i fatti danno ragione.
I gialloneri dominano nuovamente i campionati italiani con 6 vittorie
e 1 pareggio. La finalissima contro gli Sharks viene vinta grazie
ai gol di Roland Lazzeri e Gianfranco D'Acquisto e le paratone di
Adolfo Pojer. Il Pochi si conferma nuovamente come la squadra più
forte d'Italia, è il secondo scudetto e la favola continua.
In estate poi arriva puntualmente anche la terza vittoria consecutiva
nella 24 ore di Belluno e il trofeo Lambioi è definitivamente
del Pochi89.
1997-98. Dopo 8 gloriosi anni di presidenza Rolando Telch
passa il timone a Roland Lazzeri. E' l'anno della fondazione della
squadra giovanile e sarà una stagione "maledettamente
sfortunata". Un anno straordinario sotto il profilo delle vittorie
e dei gol segnati, mai il Pochi 89 aveva segnato tanto. Marco Stringari
e David Spazza Franceschini sono scatenati e segnano a raffica,
ma alla fine nella bacheca del Pochi89 finirà "solo"
la Supercup vinta ai danni dei campioni regionali del Pinè.
Il campionato regionale viene dominato in lungo e in largo dai pocheri
che però "sbagliano" la finalissima regalando il
titolo agli Sharks Bolzano (ex Grolla). La finale è macchiata
da grossolani errori arbitrali e andrebbe ripetuta, ma il Pochi89
pur a malincuore accetta senza ricorsi il verdetto del campo.
Ai campionati italiani di Bressanone il Pochi89 si presenta consapevole
di poter difendere degnamente il titolo conquistato nelle 2 precedenti
edizioni ed infatti riesce ad approdare nuovamente in finale, dove
ad attenderlo trova un Belluno in grande forma. Nelle 5 precedenti
sfide tra la 2 formazioni furono sempre i pochèri a spuntarla
e probabilmente per questo i gialloneri sottovalutano un po' l'avversario.
La partita è quanto mai spettacolare ed equilibrata e si
decide solo nel 2° tempo supplementare con un golden gol che
scuce lo scudetto dalle maglie del Pochi89. Ad oggi rimane l'unica
sconfitta subita nelle 9 partite giocate contro il Belluno, la delusione
è grande perché c'è la consapevolezza d'aver
sprecato un'occasione importante, ma almeno fa piacere che il titolo
sia andato con merito agli amici di Belluno.
1998-99. Il movimento del broomball grazie al lavoro del
C.I.B. (comitato italiano broomball) diventa sempre più solido
e l'interesse attorno all'ambiente è in continua crescita.
I campionati del mondo organizzati proprio dal C.I.B. a Bolzano,
ai quali partecipano Canada, USA, Svezia, Svizzera e Italia ne sono
la riprova.
E per il Pochi89 è un'altra stagione ricca di soddisfazioni.
Il campionato regionale viene nuovamente dominato in lungo e in
largo dai gialloneri che vincono ben 15 partite su 16. Nulla possono
Belluno, Predaia e Sharks contro lo strapotere pochèro e
la finalissima contro il Belluno campione d'Italia viene decisa
da una doppietta di Marco Stringari che regala ai gialloneri il
4° titolo regionale e la coppa disciplina.
I campionati italiani si svolgono ad Auronzo, uno dei luoghi storici
del broomball italiano. Il Pochi 89 vince il proprio girone di qualificazione
davanti ad Auronzo e Sharks e in semifinale supera il B.C. Predaia
con un secco 3 a 0. E' la 4° finale italiana consecutiva per
i pochèri, un record.
L'avversario è il Visome di Agordo che per la prima volta
nella storia del broomball italiano schiera dei giocatori stranieri,
per l'esattezza sono ben 3 i fuoriclasse canadesi che compongono
un quintetto base stellare, che nella storia del broomball italiano
non ha certamente eguali. La sfida è impari e la finale non
ha storia, il titolo italiano va al dream team "canadese",
il Pochi 89 esce comunque dal campo a testa alta accompagnato dal
caloroso applauso del folto pubblico ("chi non salta canadese
eh...!!!")
1999-00. La stagione si apre con l'assegnazione della Supercup.
I campioni regionali del Pochi 89 se la giocano contro i campioni
d'italia del Visome privi dei fuoriclasse canadesi. In pratica è
una rivincita della finale italiana. La partita d'andata si gioca
ad Egna e il Pochi89 è una furia. Davanti ai propri numerosi
tifosi i pocheri dimostrano di non essere inferiori ai campioni
d'Italia e si aggiudicano l'incontro per 2 a 1; il Visome senza
canadesi non è più imbattibile ma nella gara di ritorno
il Pochi 89 scende ad Agordo decimato dalle assenze e sconfitto
per 2 a 0 deve lasciare anche la Supercup ai veneti.
Nel campionato regionale i pocheri sono come sempre tra i protagonisti
ma arrivati in semifinale si devono arrendere al B.C. Predaia che
li supera ai rigori. Alla fine il Pochi 89 è terzo e il titolo
va agli Sharks. Gran protagonista del torneo è Marco Eccli
che segna ben 18 gol.
I campionati italiani di Pinzolo sono una vera delusione, il Pochi
89 è solo 5° dietro a Visome, Auronzo, Sharks e Predaia.
E' la fine di un ciclo, Carlo Giga Weber lascia la guida della squadra
dopo 4 stagioni esaltanti e piene di vittorie e la vittoria a Belluno
della coppa Italia mista non consola più di tanto.
2000-01. La stagione inizia bene per i pochèri che
si aggiudicano il Memorial Costazza, ma nella regular season sono
gli Sharks a dominare come un rullo compressore. Il Pochi89 del
nuovo mister Oskar Faustin non convince del tutto ed il nuovo corso
dura poco, prima dei play off il nuovo allenatore si dimette e viene
sostituito da Manfred Vescoli.
La cosa più bella di questa stagione è la stupenda
semifinale del Pochi 89 contro i favoritissimi Sharks. I pochèri
compiono un vero e proprio capolavoro, persa la partita d'andata
per 2 a 1 e sotto di 1 a 0 in quella di ritorno non demordono e
grazie ad un una prestazione da incorniciare riescono a ribaltare
il risultato vincendo alla fine per 4 a 2, ciliegina sulla torta
un fantastico gol alla "canadese" del bomber Marco Eccli.
Battuti gli Sharks la finale sembra solo una formalità, ma
il B.C. Predaia si rivela più ostico del previsto e il folto
pubblico accorso ad Ora per incitare i pocheri deve assistere ad
una triste disfatta. Il Pochi89, su un campo reso quasi impraticabile
dalla fitta pioggia dice addio ai sogni di gloria, la finale si
decide nei tempi supplementari con il golden gol che regala il titolo
ai nonesi. E' una finale tutt'altro che spettacolare.
I 14° campionati italiani si svolgono a Baselga di Pinè
e il Pochi 89 alla fine del girone di qualificazione è secondo
nel proprio gruppo, dietro ai campioni in carica del Visome. In
semifinale sulla sua strada ci sono nuovamente gli Sharks Bolzano,
la partita è equilibratissima e si decide ai supplementari
grazie ad un rocambolesco gol che regala ai bolzanini la finale
italiana. Ad attenderli il fortissimo Visome dei 2 fuoriclasse canadesi
che è dato per strafavorito, ma gli agordini troppo sicuri
dei propri mezzi sottovalutano l'incontro e il titolo va agli squali.
Finisce così il ciclo del Visome, mentre il Pochi 89 è
4° dietro all'Auronzo.
2001-02. I gialloneri disputano una buona regular season
piazzandosi al 2° posto dietro agli Sharks e nei play off vincono
agevolmente il proprio girone conquistando la semifinale dove affrontano
i campioni regionali del Predaia Rotalnord. La partita d'andata
ad Ora ricorda un po' la finale persa l'anno precedente, sotto la
pioggia e senza il portierone Adolfo Pojer (stagione finita per
infortunio) i pochèri subiscono una sonora e inaspettata
sconfitta per 3 a 0. Il ritorno a Laives dimostra che si è
trattato di un malaugurato episodio, i gialloneri dominano la partita
ma la vittoria per 1 a 0 non basta per andare in finale. Il titolo
regionale va agli Sharks che in finale battono la Rotalnord, mentre
il Pochi 89 deve accontentarsi del 3° posto.
Ai campionati italiani di Cavalese per i gialloneri si decide in
pratica tutto nella prima gara. Contro l'Auronzo, sotto di 2 gol
i pochèri prima riescono a ristabilire la parità,
poi sfiorato più volte il gol del vantaggio subiscono invece
in contropiede il gol del k.o. La seconda partita contro i campioni
d'Italia degli Sharks è equilibrata e non va oltre lo 0 a
0 e nella terza partita contro il Welschnofen arriva una vittoria
per 2 a 0. Il Pochi 89 per un punto è terzo nel proprio girone,
passano gli Sharks che in semifinale hanno la meglio per 5 a 1 sul
Belluno e l'Auronzo che poi batte il Predaia per 4 a 2. La finale
italiana è Sharks contro Auronzo e il titolo va ai bolzanini
che vincono meritatamente per 2 a 0. Il Pochi 89 è solo 5°,
un risultato che non rispecchia il reale valore della squadra e
la società si rende conto che si poteva puntare molto più
in alto.
Le vittorie del Memorial Caser e della Swiss Cup salvano in parte
una stagione altrimenti abbastanza deludente.
2002-03. Pochi89 e Geier Salorno riescono laddove altri
hanno fallito organizzando la trasferta mondiale al V Challenge
Cup che si disputa a Minneapolis (USA). La formazione mista, rinforzata
con alcuni elementi di altre squadre italiane rappresenta degnamente
il nostro broomball contro i mostri sacri canadesi, americani e
anche giapponesi e alla fine del torneo si piazza al 5° posto
(su 14 squadre!). Il risultato va oltre le più rosee previsioni
ed è più che meritato.
Rientrato a casa il Pochi89 ingaggia un nuovo coatch slovacco, Milan
Paksi, che coadiuvato da Rolando Telch, vecchia gloria giallonera,
lancia una nuova sfida ai rivali di sempre, gli Sharks Bolzano.
I bolzanini però non sbagliano un colpo e vincendo 14 partite
su 15 si riconfermano campioni regionali, il Pochi89 disputa un
buon campionato e con 12 vittorie è secondo. Le 2 formazioni
si incontrano due volte nell'arco del campionato, nella prima partita
i gialloneri giocano meglio ma sprecano troppo e a 2 minuti dal
termine vengono castigati (0-1), nella seconda gara è pareggio
per 2 a 2 e il risultato rispecchia il sostanziale equilibrio tra
le due squadre.
Una piccola rivincita il Pochi89 se la prende al torneo regionale
misto che si disputa a Baselga di Pinè, dove battendo in
finale proprio i bolzanini vince assieme al G.S. Geier Salorno il
titolo regionale misto.
Anche ai campionati italiani di Bressanone la lotta per il titolo
è un discorso riservato a Sharks e Pochi89; entrambe vincono
il proprio girone di qualificazione, i gialloneri davanti all'Auronzo
e gli squali davanti al Nova Levante. In semifinale i bolzanini
superano agevolmente l'Auronzo per 4 a 1 e i pochèri ancor
più nettamente il Welschnofen per 6 a 1. Dopo 4 anni il Pochi
89 raggiunge così nuovamente una finale italiana, la 5°
della sua storia. La partita nasce però sotto una cattiva
stella e per il terzo anno consecutivo lo scudetto va agli squali
di Bolzano. La lezione è severa, il risultato di 5 a 2 comunque
punisce più del dovuto un Pochi89 che finale a parte ha disputato
un ottimo torneo. Mai i pochèri avevano infatti segnato tanto
in un campionato italiano, con 18 gol in 4 partite l'attacco giallonero
è quello di gran lunga più prolifico del torneo e
Marco Eccli con 4 gol è capocannoniere italiano.
|
|
Torneo Andrea Baldo 1989
(Squadra Juniores)
Torneo Andrea Baldo 1989
(Squadra Seniores)
Torneo di calcetto ai Pochi 1990
|
|
|